Il watsu è la nuova disciplina che unisce lo sport in acqua e lo shiatsu. Infatti il suo nome deriva dalla fusione delle due parole water e shiatsu. È una rivelazione che sta spopolando negli ultimi anni grazie ai numerosi benefici che porterebbe al nostro corpo.
Innanzitutto bisogna spezzare una lancia in favore dello watsu perché, ai tempi d’oggi, è una disciplina davvero essenziale per chi è sommerso da mille impegni e non riesce a respirare in mezzo a tutto quello che deve fare, tra casa e lavoro, famiglia e se stessi. È uno degli sport che più aiuta a rilassarsi allontanando tensioni e preoccupazioni.
I risultati già dopo poco tempo che lo si pratica sono ben visibili. Come se il nostro corpo rinascesse e trovasse una nuova forza dentro di sé. Come se si spogliasse da tutto lo stress e si rivestisse di una nuova pelle, limpida e ripulita da ogni cattivo pensiero. Ma scopriamo come si pratica e in cosa consiste precisamente.
Praticare il watsu non è per niente difficile (tranne se si hanno problemi di schiena o paura dell’acqua). La prima cosa che si cerca di fare è provare di creare una barriera con il mondo esterno per concentrarsi solo sul proprio benessere. Il corpo galleggia e gli occhi devono restare chiusi.
A occuparsi di noi è un istruttore che ci fa compiere dei lenti movimenti, quasi senza che ce ne accorgiamo. In effetti la sensazione che deve essere richiamata alla mente è quella della permanenza nel grembo materno, dove ci si sente al sicuro.
Ogni seduta di watsu dura da una a due ore e in genere si pratica in acque calde. Infatti il watsu nasce in California in acque termali. Nel linguaggio tecnico si suole dire che l’istruttore deve avere la funzione di una roccia, mentre il paziente deve lasciarsi andare come se fosse un’alga che si muove con le onde.